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Mobilità urbana, l'Istat dà i numeri
lunedì 18 maggio 2015

Nei capoluoghi di provincia resta sostanzialmente invariata, nel triennio 2011-2013, l'estensione delle reti di autobus ovvero la modalità di gran lunga più diffusa di trasporto pubblico locale (Tpl) mentre la riduzione delle reti tranviarie (-12,2%) è compensata dalla crescita delle reti di filobus (+15,4%) e metropolitana (+22,4%)

Mobilità urbana, l'Istat dà i numeri

E' stato pubblicato ieri il focus Istat con i dati raccolti nel periodo 2011-2013 sul trasporto pubblico locale e la mobilità urbana in generale.

 

Rispetto al 2011, si contano quasi 30 km in più di metropolitana, grazie all'entrata in esercizio del nuovo impianto di Brescia e agli ampliamenti delle reti di Milano, Roma e Genova.

 

Nei capoluoghi di provincia, i servizi di Tpl hanno prodotto complessivamente un'offerta di 4.482 posti-km per abitante, contro i 4.742 del 2011. La maggior parte dell'offerta proviene da autobus (63%) e metropolitana (27%). L'offerta è in calo in tre capoluoghi su quattro e, fra le grandi città, soprattutto a Milano, Torino e Napoli. La produzione di posti-km è diminuita per autobus (-7,4%), filobus e tram (-11,1%), ma è aumentata per la metropolitana (+10%).

 

Nelle città del Nord come in quelle del Centro, l'offerta complessiva è di circa 5.500 posti-km per abitante, più del doppio delle città del Mezzogiorno (2.178). In generale, domanda e offerta di Tpl presentano dinamiche divergenti fra Centro-Nord e Mezzogiorno, soprattutto nelle grandi città.

 

In tutta Italia, circa un quarto dei residenti di 14 anni e più utilizza autobus, filobus e tram. Gli utenti non occasionali sono circa 12 su 100. Nei centri delle aree metropolitane la quota di utenti sale a 69 su 100 (di cui 40 non occasionali). Usano il Tpl 30 persone su 100 al Centro, 26 al Nord e 17 nel Mezzogiorno.

 

Periodo di riferimento: Anno 2013
Testo integrale (pdf 356 KB)
Tavole (zip 2 MB)
Nota metodologica (pdf 161 KB)